08/09/10

Il ruolo dei codici di autodisciplina

Si è detto che ogni sistema di governo societario si fonda sulle condizioni sociali, economiche, giuridiche e politiche nelle quali opera l’impresa. Alle regole che formano i diversi codici di autodisciplina non è attribuito il compito di incidere sulle scelte degli amministratori ovvero dei manager; esse tendono a evidenziare e minimizzare i rischi connessi alle decisioni imprenditoriali, migliorando le condizioni generali nell’ambito delle quali la direzione dell’impresa opera e gestisce gli affari. In tal senso i codici rappresentano da un lato una necessaria traduzione e presentazione sistematica  delle norme di legge e regolamentari e dall’altro si pongono l’obiettivo di formulare principi di comportamento per le imprese che assicurano un proficuo e corretto rapporto con il mercato. D’altra parte, alle medesime regole è anche riconosciuto il ruolo di alimentare la fiducia degli investitori sull’indipendenza e sulla lealtà del management nei confronti degli azionisti e dell’impresa. Si può altresì aggiungere che talvolta ai codici di autodisciplina (best practice) viene attribuito il ruolo di sopperire alle lacune normative con autonome soluzioni precettive che, pur non risolvendosi in norme vincolanti e obbligatorie, possono

Corporate governance e struttura proprietaria dell’impresa

L’analisi della struttura proprietaria di un’impresa come strumento di Corporate Governance si articola in due aspetti:

1) La composizione della struttura proprietaria, che attiene all’identità dei detentori di quote di capitale dell’impresa (management, soggetti pubblici o privati, imprese finanziarie o non finanziarie, azionista 
individuale o investitori istituzionali).

2) La concentrazione dei diritti proprietari, che riguarda la quantità di azioni detenute da ciascun azionista. Una struttura proprietaria si definisce concentrata quando la compagine azionaria dell’impresa è composta da azionisti che detengono quote rilevanti di capitale.

 La composizione e il grado di concentrazione della struttura proprietaria si sovrappongono nei meccanismi di esercizio del governo societario e, in alcuni casi, influiscono in modo contrastante sulla creazione di valore. Nelle imprese, raramente assistiamo ad una separazione netta tra proprietà e controllo. È frequente, infatti, il caso in cui i titolari del controllo sono anche proprietari di una quota significativa di azioni dell’impresa o, viceversa, il caso in cui i proprietari di un numero rilevante di azioni, in virtù della loro posizione azionaria, esercitano un ruolo importante nella gestione dell’impresa. È ragionevole presumere che la presenza del management nella compagine societaria, producendo una maggiore coincidenza tra proprietà e controllo, conduce ad un migliore allineamento degli interessi dei soggetti titolari della gestione con quelli degli azionisti il che riduce i conflitti di interesse e si traduce, in ultima analisi, in un valore d’impresa più alto.